C’era una volta il mouse: l’invenzione di Engelbart

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L’invenzione del mouse

Era il 1970 quando il mouse venne brevettato entrando ufficialmente nella storia.
Il nome originario era “X-Y position indicator for a display system” o più comunemente chiamato puntatore.
L’idea nacque per la prima volta nel 1961 all’allora capo dello Stanfors Research Institue, Douglas Engelbart ma fu soltanto nel  1964 che Bill English, ricercatore capo dello SRI, finì di costruirne il prototipo.
Il destino del mouse era segnato ma, come spesso accade per numerose invenzioni, i suoi inventori non furono in grado di carpirne la portata rivoluzionaria e le implicazioni economiche insite nel mouse.

Gli anni ’70

Negli anni ’70 erano pochissime le persone che avevano un desktop computer e così, nel giro di poco tempo, il mouse venne venduto ad Apple per la modica cifra di 40.000$.
Il primo prototipo, costituito da un guscio di legno racchiudente un circuito stampato e due rotelle in metallo, si ispirava alla Trackball inventata da Tom Cranston e Fred Longstaff nel lontano 1954.

Ma cos’era questo vecchio antenato del mouse?

Si trattava di una palla da bowling inserita all’interno di un sistema di sensori di rotazione che sarebbe dovuta servire a gestire e a pianificare le operazioni di guerra.
(La nascita e lo sviluppo dei primi strumenti informatici è infatti spesso dovuta a numerosi investimenti nel settore della Difesa -vedi la storia dell’antenato del Pc e del primo Virus-)

il primo mouse del 1965

40 anni di storia

All’inizio degli anni ’80 fu Logitech a presentare sul mercato il primo mouse a sensore ottico per poi essere adottato e prodotto da Apple, IBM e Microsoft.
Negli ultimi anni, con la nascita di Kinect, dei sistemi di riconoscimento vocale e di numerosi altri strumenti che permettono l’interfaccia utente e macchina, si è spesso parlato del mouse come di uno strumento obsoleto ed oramai dalla vita breve.
A partire dagli anni ’90 il mouse si è sempre più adattato al palmo della mano, seguendo criteri ergonomici ed inserendo la rotella per “scrollare” le pagine, cambiando forma, dimensione, colore ed adattandosi al tipo di lavoro richiesto.
Siamo certi di liberarcene così facilmente?

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