Il tempo è tiranno? No, se usate il Pomodoro!

Si parla di gestione del tempo o di gastronomia? La prima, certamente!
Tutto iniziò quando negli anni ’80 uno studente universitario sentì l’esigenza di modificare e migliorare la sua modalità di studio. Quello studente, Francesco Cirillo, capì solo dopo che aveva strutturato una vera e propria strategia di ottimizzazione dell’utilizzo del tempo in funzione degli obiettivi da raggiungere. Lui inventò la “Tecnica del Pomodoro”. Ed ecco che fa capolino la gastronomia. Francesco aveva bisogno di uno strumento per monitorare il tempo e, così, iniziò ad usare un timer preso in cucina, a forma di pomodoro. Scoperto l’arcano su questo nome bizzarro, possiamo delineare in cosa consiste questa tecnica.

0c78abaInnanzitutto gli obietti di questa tecnica sono:
Gestire e ridurre la sensazione di ansia verso il “passare del tempo”
Innalzare il livello di focalizzazione e la concentrazione, riducendo le interruzioni
Dare più importanza e aumentare la consapevolezza delle proprie decisioni
Potenziare la propria spinta motivazionale
Aumentare la determinazione verso il raggiungimento degli obiettivi
Migliorare il processo di stima, sia in senso qualitativo, sia in senso quantitativo
Migliorare il proprio processo di lavoro o studio
Sviluppare la volontà di continuare ad applicarsi di fronte a situazioni complesse

A livello operativo, avviare un timer significare avere a disposizione 25 minuti di lavoro senza interruzioni e ingerenze esterne e 5 minuti di pausa. Ogni attività potrà essere portata a termine con più lassi di tempo, segnando il numero di pomodori utilizzati. A supporto dell’utilizzatore, infatti, ricorre un modulo in cui scrivere ad inizio giornata le “Attività da realizzare oggi” che, una volta compilato, produrrà un vero e proprio report sul monitoraggio del rapporto attività-tempo.
Attenzione, però, durante le pause – che tra una attività e l’altra possono oscillare tra i 15 ed i 30 minuti – non è “permesso” avviare altre attività (come scrivere una mail o fare una chiamata) perchè si distrarrebbe la mente dall’obiettivo successivo, vanificandone il risultato.
Insomma, una strategia che sembra un gioco da ragazzi….no? Mettetevi alla prova! Per saperne di più sulla “Tecnica del Pomodoro”, cliccate qui

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